
A casa mia, quando ero piccolo, c'erano appuntamenti settimanali ben definiti, rispettati da tutti, col tempo divenuti tradizione.
Il brodo a pranzo il lunedì,
il bagno al sabato sera,
la carne arrosto, dopo il bagno del sabato sera.
E poi il lunedì sera c'era il film. Su Raiuno. Poteva cascare il mondo ma si vedeva il film. Niente di particolarmente sofisticato, naturalmente, ma nemmeno nulla di avvilente.
Con questo rigoroso appuntamento ho conosciuto i thriller di Hitchcock, i western di Sergio Leone, quelli con John Wayne, ho conosciuto attori come Cary Grant, James Steward, Grace Kelly e tanti altri.
Oggi X factor e Grande Fratello sono i nuovi appuntamenti del lunedì televisivo, e come un magma o un blob sono già ovunque su qualsiasi giornale, in qualsiasi radio (oltre che naturalmente in televisione).
Io, anche stasera, cercherò un'altra via e me ne starò con la tv accuratamente spenta. Però poi non ci lamentiamo se coltiviamo generazioni ignoranti e con falsi modelli!!
Si è bella, lo so che è bella
è la mia città...
Si è stanca ed ammalata
e forse non vivrà...
Si lo so che va di male in peggio
si lo so qui è tutto un arrembaggio
qui si dice: tira a campare
tanto niente cambierà... si dice:
Tira a campare, non cambierà
tutto passa bene o male
ma per noi non cambierà... si dice:
Tira a campare...
Io che sono nato, io che ho vissuto
in mezzo a questa gente
io a volte straniero in queste strade
dove non funziona niente...
Si lo so l'avevo detto io stesso
che è sbagliato e che non è giusto
che si deve fare qualcosa
ma adesso tu non capirai, se dico:
Tira a campare, non capirai
pure io che son dottore
che ho fatto l'università, si dico:
Tira a campare, è meglio qua
qua almeno, bene o male
c'è ancora un pò d'umanità...
E allora dico anch'io: Tira a campare
è meglio qua, tu che vuoi
tu che ne sai, tu che non ci hai vissuto mai
io dico: Tira a campare...
MISGUIDED ANGEL
(Margo and Michael Timmins)
I said "Mama, he's crazy and he scares me
But I want him by my side
though he's wild and he's bad
and sometimes just plain mad
I need him to keep me satisfied"
I said "Papa, don't cry cause it's alright
And I see you in some of his ways
Though he might not give me the life that you wanted
I'll love him the rest of my days"
Misguided angel hangin' over me
Heart like a Gabriel, pure and white as ivory
Soul like a Lucifer, black and cold like a piece of lead
Misguided angel, love you 'til I'm dead
I said "Brother, you speak to me of passion
You said never to settle for nothing less
Well, it's in the way he walks,
it's in the way he talks
His smile, his anger and his kisses"
I said "Sister, don't you understand?
He's all I ever wanted in a man
I'm tired of sittin' around the T.V. every night
Hoping I'm finding a Mr. Right"
Misguided angel hangin' over me
Heart like a Gabriel, pure and white as ivory
Soul like a Lucifer
Black and cold like a piece of lead
Misguided angel, love you 'til I'm dead
He says "Baby, don't listen to what they say
There comes a time when you have to break away"
He says "Baby there are things we all cling to all our life
It's time to let them go and become my wife"
Misguided angel hangin' over me
Heart like a Gabriel, pure and white as ivory
Soul like a Lucifer
Black and cold like a piece of lead
Misguided angel, love you 'til I'm dead
http://www.youtube.com/watch?v=rdCIPJzSmRg
Il pantalone mi si è rotto scavalcando un cancello stamattina. L'accesso al cantiere era chiuso, chiuso per gli occhi di altri, per i curiosi, non per chi qui ci lavora e butta il sangue. Per entrare ogni volta devi fare un percorso come in una guerra, un sentiero abbandonato che porta ad una palazzina in costruzione. Quando pensi di esserti perso, allora sei quasi arrivato.
Come quando sono venuto qui, giorni interi senza mangiare, a piedi nel deserto che è come camminare al buio, speri sempre che quando poi la luce si accende sei esattamente dove immaginavi. Ma non è mai così.
Quando pensavo di non arrivare più, quando la voglia di arrendersi si era già impadronita delle mie forze, allora un sospiro e le luci della terra difronte a noi.
Qui mi riconoscono dal colore della mia pelle. Prima di parlarmi per loro sono già assassino, spacciatore, pappone. Rubo il lavoro che non vogliono fare, mi pagano per pulirsi la coscienza come quando danno da mangiare ad un cane randagio. Quando mi parlano non si rivolgono mai a me, mai a me solamente, ma a quelli come me, i negri, la mia gente, le donne della mia terra. Per loro non esisto, non sono una persona. Sono io stesso un popolo per loro, non un nome nè un cognome.
Mi sfruttano di nascosto, mi considerano un problema quando stanno davanti agli altri.
La sartoria chiude tardi stasera, mi hanno detto che per il mio pantalone devo aspettare.
Ho fame e sonno, stasera tornerò tardi.
Eric lavorava in un' impresa edile come piastrellista. Giovedì 18 Settembre era andato alla sartoria Ob Ob exotic fashions per farsi rattoppare il pantalone che aveva addosso. Nella sartoria gli hanno detto che avrebbero pensato a lui soltanto prima della chiusura, alle "nove". è andato a sedersi in macchina. Era stanco o forse si vergognava a farsi vedere con quello strappo nei calzoni. Con altri cinque immigrati è stato ammazzato dalla mano armata della camorra.
Facevamo la colletta fuori dalla scuola per comprarne uno. Con cento o duecento lire a testa si faceva presto a raggiungere le milleottocentolire di felicità.
Ne abbiamo visti morire migliaia, travolti da un auto, perduti su un balcone chiuso, in un campo irragiungibile, dietro un filo spinato, in mano ad un vicino intollerante.
Lo preferivamo al Super Tele, troppo leggero e da bambini. Ci accontentavamo anche se sapevamo che il Tango ci avrebbe fatto sentire più forti. Giocavamo pensando ad un pallone di cuoio, pensando ad un'altra partita.
Era al centro del mondo quando la domenica mattina c'era la sfida tra due palazzi dirimpettai, e duecentolire di scommessa. Era ricercato nell'ora di educazione fisica, che ci deve essere qualche classe che oggi l'ha portato. Era al centro del mondo tutte le volte che non si entrava a scuola o che si andava a fare qualche gita, fosse pure una visita ad un museo.
Il nome era scritto sopra con un pennarello nero, per distinguerlo da quello dell'altra classe o del compagno.
Non un segno di appartenenza, ma un gesto d'affetto.
Ieri sera, tornando a casa, fuori al sagrato del Duomo c'erano decine di ragazzi che giocavano a pallone, magliette e calzoncini d'ordinanza, agonismo da derby.
Ho visto un pallone di cuoio rotolare, con lui il segno dei tempi.
Dovrei raccontare la vita di un mese, di storie, come sempre.
Dovrei raccontare di Amsterdam, Milano, Vicenza, Barcellona. Dovrei parlare ancora di Napoli ed i suoi scorci e di un panorama che, con la luna piena, di notte non ha eguali al mondo.
Dovrei raccontare della musica, ancora, di Bruce e degli Alma, ancora.
Dovrei raccontare di amici con i quali si condividono le passioni. Dovrei raccontare di amici con i quali si sono condivise esperienze, quelle che dopo ti fanno sentire più grandi.
Dovrei raccontare delle persone incontrate e delle loro storie, sguardi, mani, occhi, rughe, sentimenti, dolori, gioie e speranze.
Dovrei raccontare di emozioni sopite che credevo morte, provate e abbandonate.
E invece racconto solo di un blog che torna a raccontare, finalmente, dopo un po'.
Everybody has a neighbor
Everybody has a friend
Everybody has a reason to begin again
Bruce Springsteen