ViaggiDellaMente

Pensieri sparsi in ordine sparso.

Chi sono

Utente: GuidoR
Nome: Guido
Partito da Napoli circa dieci anni fa e non ancora arrivato. Sono curioso, mi piace conoscere quello che è intorno a me. Mi piace la musica, interminabile colonna sonora della mia vita, mi piace leggere, per andare lontano con la mente, mi piace scrivere, per poter dire di esserci stato. Ho 33 anni e voglio ancora imparare.

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lunedì, 01 ottobre 2007

Nessun luogo è lontano.

Non ho mai detto che sia facile. Però ogni volta cambiare vuol dire cominciare da zero, che è diverso da ri-cominciare.

Ma c'è un tempo per tutto, le nuove avventure danno adrenalina ed entusiasmo...poi vedremo, il tempo, ancora una volta, mi aiuterà a capire.

http://www.youtube.com/watch?v=_ogVor9uZoo&mode=related&search=

postato da: GuidoR alle ore 21:47 | link | commenti (2)
categorie: musica, parma, deliri, amici, napoli, radici, esistenze
mercoledì, 28 giugno 2006

Roots Blues.

 

Parma, Italy

“Parma Italy”, c’era scritto sul cartellone che faceva da sfondo al palco scenico. Come a sottolineare che anche se ti guardi bene intorno, alla gente che canta e balla, al cast internazionale che si alterna sul palco, alla musica che ascolti, al fiume che c’è al di là dell’argine, non siamo in Oklaoma o in Missouri. “Parma, Italy”. Come un pizzicotto sulla guancia per farti svegliare da queste emozioni da profondi Stati Uniti che stai vivendo e ricordarti che stasera il profondo Sud è nella bassa padana. La musica può tutto, anche farti sentire, farti vivere, anche solo per qualche ora, in posti che non conosci. Ti prende per mano e ti cala in realtà nuove. Stai lì a guardare le facce, ad ascoltare le parole di uomini consumati che si alternano sul palco e ne percepisci la loro storia, ne comprendi, tuffandoti, la loro cultura.

 

Il Blues è una musica da viaggio.

Pochi accordi, poveri, su un tappeto di basso. Sopra ci scorrono parole crude da voci roche di sigarette, chitarre sghembe, elettriche, spinose. Sa essere discreta, non cattura l’attenzione, si presta a fare da sottofondo ai pensieri, ai panorami ampi, alle giornate di pioggia intensa, ad un torpore che ti porti dentro, fermo sulla bocca dello stomaco. Fermo.

Il Blues è una musica fluviale, scorre sempre con la stessa andatura, un po’ sorniona, da giornata di ozio, da giornata di ‘non ho voglia’, da pomeriggio di caldo e afa che ti toglie la forza di alzarti da questa maledetta sedia. E questo magone che non va via.

Il blues scorre come un treno, da solo a volte, senza l’aiuto delle parole. Come quando il pilota molla l’acceleratore e non schiaccia nemmeno il freno e le vetture vanno così, per inezia. E potrebbe andare per ore, stessa andatura, per ore. Basso e batteria in sottofondo, come le rotaie per una logora seconda classe. Monocorde non monotono. A volte accelera, è una discesa, è una curva, è uno squarcio di orizzonte, uno spiraglio di luce in mezzo alle nuvole, nere di pioggia. Un assolo di chitarra, un acuto di una voce in falsetto.

Il blues è la tristezza che si porta dentro, cupa come il suono del basso che di questa musica ne è il principe.

Il blues è nelle radici, racconta di sentimenti ‘primitivi’, racconta di sogni di libertà, di amori perduti, di vite vissute lontano dalle radici. E questo, soprattutto questo, genera, a volte, un senso di malinconia, monocorde, mai monotono.

Malinconia. Blues, appunto.

http://www.rootsandblues.org/

postato da: GuidoR alle ore 08:47 | link | commenti (1)
categorie: musica, parma, blues