ViaggiDellaMente

Pensieri sparsi in ordine sparso.

Chi sono

Utente: GuidoR
Nome: Guido
Partito da Napoli circa dieci anni fa e non ancora arrivato. Sono curioso, mi piace conoscere quello che è intorno a me. Mi piace la musica, interminabile colonna sonora della mia vita, mi piace leggere, per andare lontano con la mente, mi piace scrivere, per poter dire di esserci stato. Ho 33 anni e voglio ancora imparare.

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martedì, 24 novembre 2009

Emmaus, romanzo.

Emmaus è il nuovo romanzo, come si legge dalla copertina, di Alessandro Baricco.
E’ una storia inesorabile. Che non lascia scampo, una finestra sulla vita di quattro giovani, negli anni ’70.
Vita borghese, famiglie per bene, composte ed educate, avvolte, completamente immerse nei dogmi della Chiesa, quelli che non ti fanno percepire la realtà per quello che è, quelli che non ti fanno rendere conto che oltre all’inizio e alla fine di una vita, di un’amicizia, di un amore, c’è in mezzo il presente, l’oggi, il come stai? Ed il cosa pensi? Apparenza, prima di tutto che non coincide mai con la sostanza, figurarsi dallo spirito. Il niente e il nulla sono spesso privilegi e isole rispetto al problema, al differente, all’inquieto.
La letteratura è semplice, a sprazzi poetica. Baricco prova di tanto in tanto a tirare fuori dal cilindro il colpo di teatro, che non arriva.
Ci sono tante domande aperte che tuttavia non trovano risposta, nemmeno dentro di noi, nemmeno dopo avere tirato il fiato, sospeso il respiro per arrivare alla fine.
Forse a volte siamo soli e non ce ne accorgiamo, forse a volte teniamo dentro un mondo che non riusciamo a condividere con altri. Forse quando si è adolescenti gli adulti appaiono davvero troppo diversi, distanti, strani.
Domande come la droga, un suicidio o un omicidio per noia, anche alla fine del libro non trovano risposta. Scopriamo, non oggi, un’inquietudine che marca il nostro tempo (e non solo il nostro visto che la storia è ambientata negli anni Settanta), pareti alte dentro, che solo qualcuno riesce davvero ad abbattere.
O forse è solo ancora tendenzialmente autodistruzione.
(Emmaus, Alessandro Baricco, Feltrinelli 2009)
 
Charlie fa surf
 Baustelle
Vorrei morire a quest’età.
Vorrei star fermo mentre il mondo va.
Ho quindici anni.
Programmo la mia drum-machine. E suono la chitarra elettrica.
Vi spacco il culo.
E’ questione d’equilibrio.
Non è mica facile.

Charlie fa surf.
Quanta roba si fa.
MDMA
Ma ha le mani inchiodate.
Se Charlie fa skate, non abbiate pietà.
Crocifiggetelo.
Sfiguratelo in volto con la mazza da golf.
Alleluja, alleluja.

Mi piace il metal e l’ r’n’b.
Ho scaricato tonnellate di filmati porno.
Vado in chiesa e faccio sport.
Prendo pastiglie che contengono paroxetina.
Io non voglio crescere.
Andate a farvi fottere.

Charlie fa surf. Quanta roba si fa. MDMA
Ma ha le mani inchiodate
da un mondo di grandi e di preti. Fa skate.
Non abbiate pietà.
Una mazza da baseball.
Quanto bene gli fa.
Alleluja, Alleluja.
postato da: GuidoR alle ore 19:21 | link | commenti
categorie: italia, libri
martedì, 10 novembre 2009

Hangin'on...

Pauls Office
postato da: GuidoR alle ore 10:43 | link | commenti (2)
categorie: libri, esistenze
venerdì, 09 ottobre 2009

Una storia ridotta all'osso della vita postindustriale.

Quando vennero presentati, lui fece una battuta, sperando di piacere.
Lei rise a crepapelle, sperando di piacere.
Poi se ne tornarono a casa in macchina, ognuno per conto suo, lo sguardo fisso davanti a sé, la stessa identica smorfia sul viso.

A quello che li aveva presentati nessuno dei due piaceva troppo, anche se faceva finta di sì, visto che ci teneva tanto a mantenere sempre buoni rapporti con tutti.
Sai, non si sa mai, in fondo, o invece sì, o invece sì.

Brevi interviste a uomini schifosi, D.F. Wallace.
postato da: GuidoR alle ore 23:21 | link | commenti
categorie: poesia, libri, arte, amici, esistenze
martedì, 08 settembre 2009

Perchè?

Detenuto fa sciopero della fame e muore

Estrema protesta di un tunisino di 42 anni: ha smesso di nutrirsi dopo una condanna per violenza sessuale

MILANO - È morto dopo un lungo sciopero della fame, iniziato oltre un mese fa, un detenuto tunisino di 42 anni, che era rinchiuso nel carcere di Torre del Gallo a Pavia. L'uomo è deceduto due giorni fa al policlinico San Matteo, dove era stato ricoverato per l'aggravarsi delle sue condizioni.

PROTESTA ESTREMA - Il tunisino aveva deciso di intraprendere lo sciopero della fame dopo che aveva saputo di una nuova condanna emessa contro di lui per un'accusa di violenza sessuale. Una sentenza che il nordafricano ha contestato, sino a decidere di interrompere l'assunzione di cibo e bevande. Sono stati inutili i tentativi del responsabile del carcere di convincerlo a mangiare. Sulla vicenda sono ora in corso accertamenti da parte dell'autorità giudiziaria.

http://www.corriere.it/cronache/09_settembre_08/pavia_detenuto_morto_sciopero_della_fame_7e79cb8a-9c44-11de-a226-00144f02aabc.shtml

postato da: GuidoR alle ore 18:09 | link | commenti (2)
categorie: libri, memoria, resistenze, esistenze
lunedì, 24 agosto 2009

Ciao Nanda.

Non potevo correre o giocare
da ragazzo.
Da uomo potevo solo sorseggiare dalla coppa,
non bere -
perchè la scarlattina mi aveva lasciato il cuore malato.
Ora giaccio qui
confortato da un segreto che nessuno tranne Mary conosce:
c'è un giardino di acacie,
di catalpe, e di pergole dolci di viti -
là quel pomeriggio di giugno
al fianco di Mary -
baciandola con l'anima sulle labbra
all'improvviso questa prese il volo.

Dall' "Antologia di Spoon River"
di Edgar Lee Masters - Traduzione a cura di Fernanda Pivano

postato da: GuidoR alle ore 09:04 | link | commenti
categorie: poesia, libri, arte, fabrizio de andrè
lunedì, 06 luglio 2009

Una mattina alla Feltrinelli.

'Lo può trovare nello scaffale della saggistica'.

'E dove trovo lo scaffale della saggistica?'

'Alla fine del corridoio, difronte a lei'.

Mi dirigo esausto nel corridoio. E' il terzo addetto al quale chiedo la stessa informazione ricevendo una risposta simile ma non uguale. Mi chiedo perchè i libri debbano essere catalogati per genere, quando i generi sono sempre meno definiti. Non sarebbbe indicarli tutti per autore o per casa editrice? Mi chiedo perchè devono costringere le persone a chiedere alle signorine (antipatiche) con la magliettina e il cartellino che spesso quando ti avvicini continuano a parlare cone le colleghe della loro vita, dei figli, del marito, delle vacanze e dell'asilo, mentre tu stai lì ad aspettare. Le fissi e pensi di essere invisibile. Le fissi e pensi a quanto sia davvero interessante la loro vita che quasi quasi ti viene voglia di prendere una sedia e rimanere lì ad ascoltare...

Arrivo alla fine del corridoio, cerco difronte a me lo scaffale della saggistica, leggo 'Filosofia'. Freno, a stento, lo sconforto... provo a non perdermi d'animo gruardandomi intorno, continuo a leggere le categorie degli scaffali: 'pscicologia', 'pedagogia', 'scienze umane'. E che vuol dì? perchè le altre che sono? 'Filosofia' 'Storia', sono fuori strada.

Cerco un libro di Goffredo Fofi. Sulle minoranze. In realtà non è scritto da lui, è un'intervista. Io lo definirei effettivamente un saggio, ma devo cercare sotto il nome di chi è intervitato o di chi intervista? Mi rifiuto di chiedere ancora, passo al setaccio gli scaffali, i tavolini, le panche, gli espositori, libro per libro, titolo per titolo.

Non vorrei chiedere ancora, ma non ho alternative. Quando lo faccio, la signorina con la magliettina e il cartellino, senza nemmeno rivolgermi lo sguardo, inizia a consultare il pc. Dopo una richiesta di conferma del titolo mi dice che 'è prenotabile per il cliente'. Una di quelle frasi misteriose da call center o da ufficio delle imposte o da ministero delle partecipazioni statali.

'Scusi, significa che non c'è?'

'Sì, non è disponibile'

'........'

Non capisco quale sia la differenza ma mi accontento. Se non altro ora è tutto chiaro. Rimpiango ibs.it, lì digiti il nome del libro, lo metti nel carrello e paghi, punto. Niente scaffali, reparti, espositori delle novità, ecc.. Dopo tre giorni a casa arriva un agevole pacchettino con indicato anche, libro per libro, quanto hai risparmiato sul prezzo di copertina...

La sconfitta del reale è nel servizio. La sconfitta del reale è nell'oppressione e nella limitazione dell'autonomia. La sconfitta del reale è nella sua mancanza di razionalità apparente e paradossalmente reale.

postato da: GuidoR alle ore 10:22 | link | commenti (2)
categorie: italia, libri, deliri
mercoledì, 01 luglio 2009

Consigli per gli acquisti.

Nello Barile / La mentalità totalitaria

Al pensiero hanno sostituito il concept, al sentire il mood, al vedere il  viaggiare, al vivere il far finta, al “preferirei di no” di melvilliana memoria il “tutto a posto”.

Viviamo ogni giorno una guerra invisibile, viviamo “lo scontro delle inciviltà”. E’ questa La mentalità neototalitaria che descrive Nello Barile in un pamphlet capolavoro, per contenuti e scrittura (geniale), che è un attacco al cuore del Reame, un’ecografia d’inchiostro sul nostro essere “tarati”.

Siamo condannati ad essere sintonizzati sulle stesse frequenze. E non ce ne accorgiamo: siamo il primo caso di soldati volontari senza che nessuno ci abbia chiesto di arruolarci.

La firma è automatica. Siamo la generazione istantanea. La generazione pulsante: non di vita ma di comando. Basta arrendersi e tutto è più facile.

Non viviamo in un Regime ma in un Reame: ai comandi hanno sostituito le favole, agli ordini i piaceri. Dall’Aldous Huxley de Il mondo nuovo al Neil Postman di Divertirsi da morire, dal Guy Debord de La società dello spettacolo all’Albert Caraco di Breviario del caos il nichilismo dell’indifferenza ci ha reso (in)fermi da tempo. Siamo una generazione (in) folle.

Viviamo la nuova schiavitù di vite impiccate a nodi regimental. Perché il nuovo totalitarismo penetra negli interstizi, si annida nelle nicchie, dà nuovo senso agli “scarti”. L’importante non è eliminare il nemico ma assumerne il punto di vista occupando il suo spazio vitale, negando il primato della sua inferiorità (o superiorità) e con esso il diritto a essere ciò che è.

La mentalità totalitaria, proprio per questo, è tota(e)litaria: ci condanna alla finzione del non più domandarci “essere o non essere”, nemmeno più il “avere o essere” di Fromm, ma soltanto, al massimo, la possibilità di comprendere che sopravviviamo perché facciamo finta.

Gian Paolo Serino 

http://www.satisfiction.it/details.php?id=17&t=2

postato da: GuidoR alle ore 10:24 | link | commenti
categorie: libri, arte
mercoledì, 18 marzo 2009

È la camorra il nuovo terrorismo.

di don Peppino Diana

Assistiamo impotenti al dolore di tante famiglie che vedono i loro figli finire miseramente vittime o mandanti delle organizzazioni della camorra (...)
La Camorra oggi é una forma di terrorismo che incute paura, impone le sue leggi e tenta di diventare componente endemica nella società campana.


I camorristi impongono con la violenza, armi in pugno, regole inaccettabili: estorsioni che hanno visto le nostre zone diventare sempre più aree sussidiate, assistite senza alcuna autonoma capacità di sviluppo; tangenti al venti per cento e oltre sui lavori edili, che scoraggerebbero l'imprenditore più temerario; traffici illeciti per l'acquisto e lo spaccio delle sostanze stupefacenti il cui uso produce a schiere giovani emarginati, e manovalanza a disposizione delle organizzazioni criminali; scontri tra diverse fazioni che si abbattono come veri flagelli devastatori sulle famiglie delle nostre zone; esempi negativi per tutta la fascia adolescenziale della popolazione, veri e propri laboratori di violenza e del crimine organizzato.


E' oramai chiaro che il disfacimento delle istituzioni civili ha consentito l'infiltrazione del potere camorristico a tutti i livelli. La Camorra riempie un vuoto di potere dello Stato che nelle amministrazioni periferiche é caratterizzato da corruzione, lungaggini e favoritismi.

La Camorra rappresenta uno Stato deviante parallelo rispetto a quello ufficiale, privo però di burocrazia e d'intermediari che sono la piaga dello Stato legale. L'inefficienza delle politiche occupazionali, della sanità, ecc; non possono che creare sfiducia negli abitanti dei nostri paesi; un preoccupato senso di rischio che si va facendo più forte ogni giorno che passa, l'inadeguata tutela dei legittimi interessi e diritti dei liberi cittadini; le carenze anche della nostra azione pastorale ci devono convincere che l'Azione di tutta la Chiesa deve farsi più tagliente e meno neutrale per permettere alle parrocchie di riscoprire quegli spazi per una "ministerialità" di liberazione, di promozione umana e di servizio.


Forse le nostre comunità avranno bisogno di nuovi modelli di comportamento: certamente di realtà, di testimonianze, di esempi, per essere credibili. Il nostro impegno profetico di denuncia non deve e non può venire meno. Dio ci chiama ad essere profeti (...)
Ai preti nostri pastori e confratelli chiediamo di parlare chiaro nelle omelie ed in tutte quelle occasioni in cui si richiede una testimonianza coraggiosa; alla Chiesa che non rinunci al suo ruolo "profetico" affinché gli strumenti della denuncia e dell'annuncio si concretizzino nella capacità di produrre nuova coscienza nel segno della giustizia, della solidarietà, dei valori etici e civili.


Tra qualche anno, non vorremmo batterci il petto colpevoli e dire con Geremia: "Siamo rimasti lontani dalla pace... abbiamo dimenticato il benessere... La continua esperienza del nostro incerto vagare, in alto ed in basso,... dal nostro penoso disorientamento circa quello che bisogna decidere e fare... sono come assenzio e veleno".

http://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Diana


postato da: GuidoR alle ore 10:20 | link | commenti
categorie: italia, libri, memoria, napoli, camorra, resistenze, esistenze
martedì, 24 febbraio 2009

HOPE

Per H. Milk, S. Penn, ma anche per Peppino Impastato, Roberto Saviano, i giudici Falcone e Borsellino, Annalisa Durante, don Peppino Diana...

Per chi lotta tutti i giorni e crede in un futuro migliore.

Per tutti quelli che, nonostante tutto, non perdono la speranza...

http://www.youtube.com/watch?v=MbWDNM0wuAc

postato da: GuidoR alle ore 13:15 | link | commenti (1)
categorie: libri, cinema, memoria, resistenze, esistenze