ViaggiDellaMente

Pensieri sparsi in ordine sparso.

Chi sono

Utente: GuidoR
Nome: Guido
Partito da Napoli circa dieci anni fa e non ancora arrivato. Sono curioso, mi piace conoscere quello che è intorno a me. Mi piace la musica, interminabile colonna sonora della mia vita, mi piace leggere, per andare lontano con la mente, mi piace scrivere, per poter dire di esserci stato. Ho 33 anni e voglio ancora imparare.

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mercoledì, 16 dicembre 2009

FIRE!

I'm driving in my car, I turn on the radio
I'm pulling you close, you just say no
You say you don't like it, but girl I know you're a liar
`cause when we kiss, fire

Late at night Im takin you home
I say I wanna stay, you say you wanna be alone
You say you don't love me, girl you can't hide your desire
`cause when we kiss, fire

You had a hold on me, right from the start
A grip so tight I couldnt tear it apart
My nerves all jumpin actin like a fool
Well your kisses they burn but your heart stays cool

Romeo and juliet, samson and delilah
Baby you can bet their love they didn't deny
Your words say split but your words they lie
`cause when we kiss, fire


http://www.youtube.com/watch?v=wpoUjbXOb8Q&feature=PlayList&p=8B5399EC16EBF737&index=6
postato da: GuidoR alle ore 16:27 | link | commenti (1)
categorie: arte, esistenze, bruuuuce
venerdì, 27 novembre 2009

Mastica e sputa...

"Mastica e sputa. Anche il lavoro è masticare e sputare. Rigorosa disciplina dei giorni. Io per mestiere racconto. Al mattino. Pomeriggio e sera per trovare cosa raccontare, e come. Leggere. Ascoltare. Scrivere. Correggere. L'anima di un insegnante è questo, è un luogo di passaggio. L'insegnante riceve, mastica, ripropone. Racconta quel che sa e che va imparando. Ma sa poco, e impara soprattutto mentre insegna. Non siate severi nel giudicarlo, vive del suo povero talento, vive di grammatica e poeti perché ama la grammatica e i poeti: in fondo, l'una consente di parlare e scrivere, gli altri di capire, gioire e soffrire senza sentirsi soli.
Mastica e sputa. Nelle pause, l'incanto del cinema, l'umanità del teatro, la fervida passione plebea della tribuna di provincia, amore di campanile, freddi pomeriggi in attesa di un goal. Della mia città, che non abito, non mi resta che quello, il legame con la squadra di calcio. Il resto è di case vissute ora da chissà chi: dove stavano i vecchi della mia famiglia, ora c' è un ufficio, uno studio, un cognome astruso. Così, se torno, l'unico luogo che non mi chiede un Requiem e in cui posso illudermi di trovare qualcuno ad attendermi, è il vecchio stadio comunale.
Ma Nina volerà sempre. In qualsiasi amore, se vissuto o vagheggiato non importa. La sua canzone di confine sarà ogni volta come un inno all'ardua bellezza della vita. Il miele che ci hai dato, ha scritto un poeta parlando a Dio o a chi per lui, era in cima ad una spada. Verissimo. Per fortuna, ho visto Nina volare."
FDA

http://www.youtube.com/watch?v=Q3jKQjvGYXQ
mercoledì, 18 novembre 2009

Bisogna studiare Baudelaire!

Satana è all’inferno per te.
Ed è più moderno di te
Avremo divani fondi come tombe
Stando a quanto dice Baudelaire

Cristo muore in croce per me
Pietro brucia in croce per te
Santa è la bellezza
Tanta è la paura
Fai come faceva Baudelaire

Pasolini è morto per te
Morto a bastonate per te
Nello stesso istante
In qualche altra spiaggia
Si è fatto l’amore
Uniti contro il mondo

E’ necessario credere
Bisogna scrivere
Verso l’ignoto tendere
Ricordati Baudelaire

Caravaggio è morto per te
Luigi Tenco è morto per te
Nei fiori dei campi
Vive Piero Ciampi
Bisogna studiare Baudelaire

Saffo s’è ammazzata per noi
Socrate suicida per noi
Vivere per sempre
Ci vuole coraggio
Datti al giardinaggio dei fiori del male

E’ necessario vivere
Bisogna scrivere
All’infinito tendere
Ricordati Baudelaire. Baudelaire. Yeah.

Spettacolo...
http://www.youtube.com/watch?v=eX1psZWHsjM&feature=related
postato da: GuidoR alle ore 10:19 | link | commenti
categorie: musica, arte
mercoledì, 28 ottobre 2009

Il Cielo di Bagdad.



Quella musica che ti prende l'anima, quella musica che ti culla la mente.
Quella musica che non ha bisogno di parole, che si accontenta di essere sottofondo, che poi è dove si appoggiano i pensieri.
Quella musica, eterea come la neve, che pensi arrivi da paesi lontani, lacerati dal ghiaccio, ansiosi di calore, quella musica che vive della tua stessa realtà, qualche sospiro più in là.
Quella musica che non conosce confini e che vorresti ascoltare per ore, ancora e ancora. Ingordo. Affamato. Insonne.
Il cielo di Bagdad, signori è qui, e sotto ci siamo noi, qui ed altrove, ora e lontano.
Pura magia. 
 
postato da: GuidoR alle ore 10:28 | link | commenti
categorie: musica, arte, napoli, radici
venerdì, 09 ottobre 2009

Una storia ridotta all'osso della vita postindustriale.

Quando vennero presentati, lui fece una battuta, sperando di piacere.
Lei rise a crepapelle, sperando di piacere.
Poi se ne tornarono a casa in macchina, ognuno per conto suo, lo sguardo fisso davanti a sé, la stessa identica smorfia sul viso.

A quello che li aveva presentati nessuno dei due piaceva troppo, anche se faceva finta di sì, visto che ci teneva tanto a mantenere sempre buoni rapporti con tutti.
Sai, non si sa mai, in fondo, o invece sì, o invece sì.

Brevi interviste a uomini schifosi, D.F. Wallace.
postato da: GuidoR alle ore 23:21 | link | commenti
categorie: poesia, libri, arte, amici, esistenze
lunedì, 05 ottobre 2009

giovedì, 03 settembre 2009

Ammèn

postato da: GuidoR alle ore 11:29 | link | commenti (2)
categorie: musica, italia, arte, napoli, radici
martedì, 25 agosto 2009

Il sorpasso.

File:Il sorpasso.jpg

Era già scritto.

Dove saremmo finiti era già scritto. Era il 1962 ma Dino Risi aveva già colto del tutto il carattere profondo e tipico di una nazione, non ancora alla soglia del baratro, ma che già mostrava i segni di un'immininte degradazione interiore.

Siamo all'inizio degli anni '60, l'Italia è come frastornata ed eccitata dal boom economico, tutto sembra possibile, il riscatto della classa media, l'affrancamento sociale di soggetti tenuti fino a quel momento ai margini. Le strade sono per lo più vuote, tutto l'anno e non solo a ferragiosto, e la strada più che mai rappresenta una via da percorrere per arrivare al possibile, un confine che cela appena il benessere. La strada diventa protagonista, insieme ad una macchina che sembra poterti portare ovunque, dove desideri, in un istante. C'era il sogno, c'era la luce al di fuori di un tunnel durato decenni, c'era una società che manteneva ancora saldi i principi e i valori degli uomini venuti dalla terra, ma ora con la possibilità di accedere e partecipare. 

Un sorriso amaro, a guardarlo oggi. Era già scritta l'arroganza, la propotenza. Era già scritta la violazione sublime dell regole, il 'piacionismo', l'ipocrisia, la superficialità. Tutto scritto.

Apri oggi un qualsiasi quotidiano, guardi un qualsiasi telegiornale (consiglio vivamente Studio Aperto) e ti accorgi che quei personaggi erano già lì. Embrioni, forse ancora in provetta, ma già perfettamente delineati. Tutti. I Papi, i Corona, i Grandi Fratelli, gli Isolani Famosi, i politici strafottenti e servi dei propri privilegi.

Mi piacerebbe sapere che affresco farebbe oggi Dino Risi. Come disegnerebbe l'Italia che stiamo vivendo, ora che il baratro è davvero ad un passo, ora che i sogni fanno fatica a volare e le sperenze hanno le ali tarpate. 

E mi piacerebbe sapere come ci vedremmo tra altri 40 anni, forse, per chi ci sarà, con un altro riso amaro.

Il sorpasso, 1962, con V. Gassman e C. Spaak. Regia di Dino Risi.

La scena finale:

http://www.youtube.com/watch?v=xhu_uM9mk_o

postato da: GuidoR alle ore 10:09 | link | commenti
categorie: italia, cinema, arte, memoria
lunedì, 24 agosto 2009

Ciao Nanda.

Non potevo correre o giocare
da ragazzo.
Da uomo potevo solo sorseggiare dalla coppa,
non bere -
perchè la scarlattina mi aveva lasciato il cuore malato.
Ora giaccio qui
confortato da un segreto che nessuno tranne Mary conosce:
c'è un giardino di acacie,
di catalpe, e di pergole dolci di viti -
là quel pomeriggio di giugno
al fianco di Mary -
baciandola con l'anima sulle labbra
all'improvviso questa prese il volo.

Dall' "Antologia di Spoon River"
di Edgar Lee Masters - Traduzione a cura di Fernanda Pivano

postato da: GuidoR alle ore 09:04 | link | commenti
categorie: poesia, libri, arte, fabrizio de andrè
mercoledì, 01 luglio 2009

Consigli per gli acquisti.

Nello Barile / La mentalità totalitaria

Al pensiero hanno sostituito il concept, al sentire il mood, al vedere il  viaggiare, al vivere il far finta, al “preferirei di no” di melvilliana memoria il “tutto a posto”.

Viviamo ogni giorno una guerra invisibile, viviamo “lo scontro delle inciviltà”. E’ questa La mentalità neototalitaria che descrive Nello Barile in un pamphlet capolavoro, per contenuti e scrittura (geniale), che è un attacco al cuore del Reame, un’ecografia d’inchiostro sul nostro essere “tarati”.

Siamo condannati ad essere sintonizzati sulle stesse frequenze. E non ce ne accorgiamo: siamo il primo caso di soldati volontari senza che nessuno ci abbia chiesto di arruolarci.

La firma è automatica. Siamo la generazione istantanea. La generazione pulsante: non di vita ma di comando. Basta arrendersi e tutto è più facile.

Non viviamo in un Regime ma in un Reame: ai comandi hanno sostituito le favole, agli ordini i piaceri. Dall’Aldous Huxley de Il mondo nuovo al Neil Postman di Divertirsi da morire, dal Guy Debord de La società dello spettacolo all’Albert Caraco di Breviario del caos il nichilismo dell’indifferenza ci ha reso (in)fermi da tempo. Siamo una generazione (in) folle.

Viviamo la nuova schiavitù di vite impiccate a nodi regimental. Perché il nuovo totalitarismo penetra negli interstizi, si annida nelle nicchie, dà nuovo senso agli “scarti”. L’importante non è eliminare il nemico ma assumerne il punto di vista occupando il suo spazio vitale, negando il primato della sua inferiorità (o superiorità) e con esso il diritto a essere ciò che è.

La mentalità totalitaria, proprio per questo, è tota(e)litaria: ci condanna alla finzione del non più domandarci “essere o non essere”, nemmeno più il “avere o essere” di Fromm, ma soltanto, al massimo, la possibilità di comprendere che sopravviviamo perché facciamo finta.

Gian Paolo Serino 

http://www.satisfiction.it/details.php?id=17&t=2

postato da: GuidoR alle ore 10:24 | link | commenti
categorie: libri, arte