DRIVE ALL NIGHT
When I lost you honey sometimes I think
I lost my guts too
And I wish God would send me a word send me something I'm afraid to lose
Lying in the heat of the night like prisoners all our lives
I get shivers down my spine and all
I wanna do is hold you tight
(Chorus)
I swear I'll drive all night just to buy you some shoes
And to taste your tender charms
And I just wanna sleep tonight again in your arms
Tonight there's fallen angels and they're waiting for us down in the street
Tonight there's calling strangers, hear them crying in defeat.
Let them go,
let them go,
let them go,
do their dances of the dead (let'em go right ahead)
You just dry your eyes girl,
and c'mon c'mon c'mon let's go to bed,
baby, baby, baby
(Chorus)
There's machines and there's fire waiting on the edge of town
They're out there for hire but baby they can't hurt us now
Cause you've got,
you've got,
you've got,
you've got my love,
you've got my love
Through the wind,
through the rain,
the snow, the wind,
the rain
You've got,
you've got my,
my love heart and soul
I went out walking the other day
Seen a little girl crying along the way
She'd been hurt so bad said she'd never love again
Someday your crying girl will end
And you'll find once again
CHORUS
Two hearts are better than one
Two hearts girl get the job done
Two hearts are better than one
Once I spent my time playing tough guy scenes
But I was living in a world of childish dreams
Someday these childish dreams must end
To become a man and grow up to dream again
Now I believe in the end
CHORUS
Sometimes it might seem like it was planned
For you to roam empty hearted through this land
Though the world turns you hard and cold
There's one thing mister, that I know
That's if you think your heart is stone
And that you're rough enough to whip this world alone
Alone buddy there ain't no peace of mind
That's why I'll keep searching till I find my special one
CHORUS
'Lo può trovare nello scaffale della saggistica'.
'E dove trovo lo scaffale della saggistica?'
'Alla fine del corridoio, difronte a lei'.
Mi dirigo esausto nel corridoio. E' il terzo addetto al quale chiedo la stessa informazione ricevendo una risposta simile ma non uguale. Mi chiedo perchè i libri debbano essere catalogati per genere, quando i generi sono sempre meno definiti. Non sarebbbe indicarli tutti per autore o per casa editrice? Mi chiedo perchè devono costringere le persone a chiedere alle signorine (antipatiche) con la magliettina e il cartellino che spesso quando ti avvicini continuano a parlare cone le colleghe della loro vita, dei figli, del marito, delle vacanze e dell'asilo, mentre tu stai lì ad aspettare. Le fissi e pensi di essere invisibile. Le fissi e pensi a quanto sia davvero interessante la loro vita che quasi quasi ti viene voglia di prendere una sedia e rimanere lì ad ascoltare...
Arrivo alla fine del corridoio, cerco difronte a me lo scaffale della saggistica, leggo 'Filosofia'. Freno, a stento, lo sconforto... provo a non perdermi d'animo gruardandomi intorno, continuo a leggere le categorie degli scaffali: 'pscicologia', 'pedagogia', 'scienze umane'. E che vuol dì? perchè le altre che sono? 'Filosofia' 'Storia', sono fuori strada.
Cerco un libro di Goffredo Fofi. Sulle minoranze. In realtà non è scritto da lui, è un'intervista. Io lo definirei effettivamente un saggio, ma devo cercare sotto il nome di chi è intervitato o di chi intervista? Mi rifiuto di chiedere ancora, passo al setaccio gli scaffali, i tavolini, le panche, gli espositori, libro per libro, titolo per titolo.
Non vorrei chiedere ancora, ma non ho alternative. Quando lo faccio, la signorina con la magliettina e il cartellino, senza nemmeno rivolgermi lo sguardo, inizia a consultare il pc. Dopo una richiesta di conferma del titolo mi dice che 'è prenotabile per il cliente'. Una di quelle frasi misteriose da call center o da ufficio delle imposte o da ministero delle partecipazioni statali.
'Scusi, significa che non c'è?'
'Sì, non è disponibile'
'........'
Non capisco quale sia la differenza ma mi accontento. Se non altro ora è tutto chiaro. Rimpiango ibs.it, lì digiti il nome del libro, lo metti nel carrello e paghi, punto. Niente scaffali, reparti, espositori delle novità, ecc.. Dopo tre giorni a casa arriva un agevole pacchettino con indicato anche, libro per libro, quanto hai risparmiato sul prezzo di copertina...
La sconfitta del reale è nel servizio. La sconfitta del reale è nell'oppressione e nella limitazione dell'autonomia. La sconfitta del reale è nella sua mancanza di razionalità apparente e paradossalmente reale.
Quando ti capitano cose sfortunate ed 'accidentali' come ad esempio una rapina per esempio dell'auto, ti trovi inevitabilmente a parlare con chi incontri dell'episodio.
Tutti commentano a loro modo. Ovviamente in maniera diversa.
Sulla base delle reazioni e dei commenti, le persone possono essere aggregate nei seguenti principali cluster:
Il Supereroe
"una volta è capitato anche a me, ma me ne sono accorto in tempo guardandoli in faccia, mi sono dimenato, ho urlato, ho messo a frutto i 35 anni di lezioni di kung-fu, li ho storditi e li ho messi in fuga..."
Il Fortunato
"anche a me è capitato, ma l'ho ritrovata dopo un paio di giorni, accidentalmente, per puro caso, mentre passeggiavo, di notte, in un vicolo cieco ad appena 37 km da casa mia..."
Il Previdente
"eh, io cammino sempre con la sicura alle portiere, cammino sempre con i finestrini alzati, non mi allontano mai da strade che conosco a meno che non sia tra le 11:00 e le 12:30 o tra le 17:30 e le 18:30, non porto mai soldi contanti con me nè carte di credito, ho sempre la pistola in tasca, il bazooka nel cofano..."
L'AncheAMeMaDiPiù
"anche a me è successo e non una volta, con le mie Ferrari, erano in otto, su dieci scooter, avevano due mitragliette per uno, tra l'altro a mezzogiorno, davanti al commissariato di Polizia, mi hanno rubato anche 10 mila Euro, tre borse di Vuitton..."
L'Amico
"non ti abbattere, non sono più forti di te..."
Nello Barile / La mentalità totalitaria
Al pensiero hanno sostituito il concept, al sentire il mood, al vedere il viaggiare, al vivere il far finta, al “preferirei di no” di melvilliana memoria il “tutto a posto”.
Viviamo ogni giorno una guerra invisibile, viviamo “lo scontro delle inciviltà”. E’ questa La mentalità neototalitaria che descrive Nello Barile in un pamphlet capolavoro, per contenuti e scrittura (geniale), che è un attacco al cuore del Reame, un’ecografia d’inchiostro sul nostro essere “tarati”.
Siamo condannati ad essere sintonizzati sulle stesse frequenze. E non ce ne accorgiamo: siamo il primo caso di soldati volontari senza che nessuno ci abbia chiesto di arruolarci.
La firma è automatica. Siamo la generazione istantanea. La generazione pulsante: non di vita ma di comando. Basta arrendersi e tutto è più facile.
Non viviamo in un Regime ma in un Reame: ai comandi hanno sostituito le favole, agli ordini i piaceri. Dall’Aldous Huxley de Il mondo nuovo al Neil Postman di Divertirsi da morire, dal Guy Debord de La società dello spettacolo all’Albert Caraco di Breviario del caos il nichilismo dell’indifferenza ci ha reso (in)fermi da tempo. Siamo una generazione (in) folle.
Viviamo la nuova schiavitù di vite impiccate a nodi regimental. Perché il nuovo totalitarismo penetra negli interstizi, si annida nelle nicchie, dà nuovo senso agli “scarti”. L’importante non è eliminare il nemico ma assumerne il punto di vista occupando il suo spazio vitale, negando il primato della sua inferiorità (o superiorità) e con esso il diritto a essere ciò che è.
La mentalità totalitaria, proprio per questo, è tota(e)litaria: ci condanna alla finzione del non più domandarci “essere o non essere”, nemmeno più il “avere o essere” di Fromm, ma soltanto, al massimo, la possibilità di comprendere che sopravviviamo perché facciamo finta.
Gian Paolo Serino