Left a good job in the city,
Working for The Man every night and day,
And I never lost one minute of sleeping,
Worrying 'bout the way things might have been.
CHORUS:
Big wheel keep on turning,
Proud Mary keep on burning,
Rolling, rolling, rolling on the river.
Cleaned a lot of plates in Memphis,
Pumped a lot of 'tane down in New Orleans,
But I never saw the good side of the city,
Until I hitched a ride on a river boat queen.
CHORUS
Rolling, rolling, rolling on the river.
If you come down to the river,
Bet you gonna find some people who live.
You don't have to worry 'cause you have no money,
People on the river are happy to give.
CHORUS
Rolling, rolling, rolling on the river.
Rolling, rolling, rolling on the river.
Rolling, rolling, rolling on the river.
While we seek mirth and beauty and music light and gay,
There are frail forms fainting at the door.
Though their voices are silent, their pleading looks will say
Oh! hard times, come again no more.
Let us pause in life's pleasures and count its many tears,
While we all sup sorrow with the poor.
There's a song that will linger forever in our ears,
Oh! Hard times, come again no more.
Chorus.
Hard times, come again no more.
'Tis the song, the sigh of the weary,
Hard times, hard times, come again no more.
Many days you have lingered around my cabin door.
Oh Hard times, come again no more
There's a pale drooping maiden who toils her life away
With a worn heart whose better days are o'er.
Though her voice would be merry, 'tis sighing all the day -
Oh! Hard times, come again no more.
Chorus.
Hard times, come again no more.
'Tis the song, the sigh of the weary,
Hard times, hard times, come again no more.
Many days you have lingered around my cabin door.
Oh Hard times, come again no more
'Tis a sigh that is wafted across the troubled wave,
'Tis a wail that is heard upon the shore,
'Tis a dirge that is murmured around the lowly grave -
Oh! Hard times, come again no more.
Chorus.
Hard times, come again no more.
'Tis the song, the sigh of the weary,
Hard times, hard times, come again no more.
Many days you have lingered around my cabin door.
Oh Hard times, come again no more
Ormai non provo neppure rabbia. Una corteccia mi protegge dalle emozioni. Non rancore, non delusione.
'Qui non è Fortapasc' e pensi che poco è davvero cambiato, non la cultura del malaffare, non la prepotenza, non la voglia di continuare a deturpare ed affliggere questa terra.
Non è cambiata la mancanza di rispetto per chi ancora si fa delle domande, l'isolamento per chi prova ad alzare la voce, l'emarginazione e lo screditamento nei confronti di chi invita gli altri ad aprire gli occhi.
Il film di Marco Risi è anche uno specchio sul nostro passato che inevitabilmente traccia una linea di tendenza, immaginaria, che porta a vedere come siamo oggi e a proiettarci idealmente nel domani.
E il risultato è un schiaffo in faccia.
Non so se esiste una via d'uscita a tutto questo. Siamo ancora Fortapàsc, rinforzato, con uno nuovo sistema di difesa, ancor più radicato nella cultura rispetto a venti anni fa. Ma con una differenza, che è ciò che fa ancora più paura. Fuori Fortapasc c'è un altro Fortapasc e poi un altro e poi un altro. Cerchi concentrici che non si interesaco mai, ma che si contengono reciprocamente e che rappresentano il sistema di comunicazione, la politica, la borghesia, la classe dirigente e molti di noi (non tutti, per fortuna) semplici cittadini silenti e conniventi.
Fortapasc è ovunque. E continuerà a ad esserlo e a svilupparsi fino a quando le nostre coscienze distratte non si sveglieranno e troveranno una sintonia comune. Fino a quando ciascuno di noi non lancerà uno sguardo appena più lontano, appena un po' più in là da noi stessi, dal nostro mondo sempre più chiuso e avviluppato in un egoistico loop.
Fino a quando ciascuno non smetterà di dosso i propri panni da 'impiegato' e vestirà finalmente quelli propri del suo mestiere.
’... ci sono i giornalisti-impiegati e i giornalisti-giornalisti...dammi retta, questo non è un paese un paese per giornalisti-giornalisti’