
Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case
Voi che trovate tornando la sera
Il cibo caldo e visi amici
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce la pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì e per un no
Considerate se questa è una donna
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d'inverno.
Meditate che questo è stato
Vi comando queste parole
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi
Ripetetele ai vostri figli
O vi si sfaccia la casa
La malattia vi impedisca
I vostri cari torcano il viso da voi.
Primo Levi, Se questo è un uomo.
Le mani sporche di grasso, sono in tasca per nasconderle.
Continua a tirare con il naso con cadenza costante, come fosse un intercalare.
Una tuta più grande di tre taglie, ha le maniche e le gambe arrotolate.
I capelli castani sono nascosti da un cappellino da baseball, rosso, portato all'incontrario per non dare fastidio.
Riceve ordini da voci urlanti, esegue senza alzare lo sguardo.
Un'altra macchina arriva, ruote da gonfiare, un'altra mancia, qualche centesimo da mettere in tasca.
Ci sono sogni difficili da seguire, ci sono parole che fanno fatica ad uscire.
"Domenica il Napoli gioca in casa".
Un giorno crescerà anche lui.
A casa mia, quando ero piccolo, c'erano appuntamenti settimanali ben definiti, rispettati da tutti, col tempo divenuti tradizione.
Il brodo a pranzo il lunedì,
il bagno al sabato sera,
la carne arrosto, dopo il bagno del sabato sera.
E poi il lunedì sera c'era il film. Su Raiuno. Poteva cascare il mondo ma si vedeva il film. Niente di particolarmente sofisticato, naturalmente, ma nemmeno nulla di avvilente.
Con questo rigoroso appuntamento ho conosciuto i thriller di Hitchcock, i western di Sergio Leone, quelli con John Wayne, ho conosciuto attori come Cary Grant, James Steward, Grace Kelly e tanti altri.
Oggi X factor e Grande Fratello sono i nuovi appuntamenti del lunedì televisivo, e come un magma o un blob sono già ovunque su qualsiasi giornale, in qualsiasi radio (oltre che naturalmente in televisione).
Io, anche stasera, cercherò un'altra via e me ne starò con la tv accuratamente spenta. Però poi non ci lamentiamo se coltiviamo generazioni ignoranti e con falsi modelli!!
Cannavaro: «Gomorra? Nuoce all'Italia».

Un altro che non ha capito niente, che preferisce i prosciutti sugli occhi, che in fondo non ama davvero la sua gente e la sua terra.
Gomorra non è Napoli ma è a Napoli e in tutto il suo territorio. Regola il commercio, le istituzioni, condiziona la vita sociale e professionale.
Gomorra è nel 'ca si fa accussì', dallo spaccio al parcheggiatore abusivo.
E Gomorra approfitta di chi pensa che sia meglio sottacere, farsi i fatti suoi, di chi crede che il troppo parlare leda l'immagine di Napoli.
Quale immagine?