ViaggiDellaMente

Pensieri sparsi in ordine sparso.

Chi sono

Utente: GuidoR
Nome: Guido
Partito da Napoli circa dieci anni fa e non ancora arrivato. Sono curioso, mi piace conoscere quello che è intorno a me. Mi piace la musica, interminabile colonna sonora della mia vita, mi piace leggere, per andare lontano con la mente, mi piace scrivere, per poter dire di esserci stato. Ho 33 anni e voglio ancora imparare.

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giovedì, 25 settembre 2008

...just a misguided Angel...

MISGUIDED ANGEL
(Margo and Michael Timmins)

I said "Mama, he's crazy and he scares me
But I want him by my side
though he's wild and he's bad
and sometimes just plain mad
I need him to keep me satisfied"

I said "Papa, don't cry cause it's alright
And I see you in some of his ways
Though he might not give me the life that you wanted
I'll love him the rest of my days"

Misguided angel hangin' over me
Heart like a Gabriel, pure and white as ivory
Soul like a Lucifer, black and cold like a piece of lead
Misguided angel, love you 'til I'm dead

I said "Brother, you speak to me of passion
You said never to settle for nothing less
Well, it's in the way he walks,
it's in the way he talks
His smile, his anger and his kisses"

I said "Sister, don't you understand?
He's all I ever wanted in a man
I'm tired of sittin' around the T.V. every night
Hoping I'm finding a Mr. Right"

Misguided angel hangin' over me
Heart like a Gabriel, pure and white as ivory
Soul like a Lucifer
Black and cold like a piece of lead
Misguided angel, love you 'til I'm dead

He says "Baby, don't listen to what they say
There comes a time when you have to break away"
He says "Baby there are things we all cling to all our life
It's time to let them go and become my wife"

Misguided angel hangin' over me
Heart like a Gabriel, pure and white as ivory
Soul like a Lucifer
Black and cold like a piece of lead
Misguided angel, love you 'til I'm dead

http://www.youtube.com/watch?v=rdCIPJzSmRg


postato da: GuidoR alle ore 09:05 | link | commenti (5)
categorie: radici, esistenze
lunedì, 22 settembre 2008

Un attimo prima.

Il pantalone mi si è rotto scavalcando un cancello stamattina. L'accesso al cantiere era chiuso, chiuso per gli occhi di altri, per i curiosi, non per chi qui ci lavora e butta il sangue. Per entrare ogni volta devi fare un percorso come in una guerra, un sentiero abbandonato che porta ad una palazzina in costruzione. Quando pensi di esserti perso, allora sei quasi arrivato.

Come quando sono venuto qui, giorni interi senza mangiare, a piedi nel deserto che è come camminare al buio, speri sempre che quando poi la luce si accende sei esattamente dove immaginavi. Ma non è mai così.

Quando pensavo di non arrivare più, quando la voglia di arrendersi si era già impadronita delle mie forze, allora un sospiro e le luci della terra difronte a noi.

Qui mi riconoscono dal colore della mia pelle. Prima di parlarmi per loro sono già assassino, spacciatore, pappone. Rubo il lavoro che non vogliono fare, mi pagano per pulirsi la coscienza come quando danno da mangiare ad un cane randagio. Quando mi parlano non si rivolgono mai a me, mai a me solamente, ma a quelli come me, i negri, la mia gente, le donne della mia terra. Per loro non esisto, non sono una persona. Sono io stesso un popolo per loro, non un nome nè un cognome.

Mi sfruttano di nascosto, mi considerano un problema quando stanno davanti agli altri.

La sartoria chiude tardi stasera, mi hanno detto che per il mio pantalone devo aspettare.

Ho fame e sonno, stasera tornerò tardi.

Eric lavorava in un' impresa edile come piastrellista. Giovedì 18 Settembre era andato alla sartoria Ob Ob exotic fashions per farsi rattoppare il pantalone che aveva addosso. Nella sartoria gli hanno detto che avrebbero pensato a lui soltanto prima della chiusura, alle "nove". è andato a sedersi in macchina. Era stanco o forse si vergognava a farsi vedere con quello strappo nei calzoni. Con altri cinque immigrati è stato ammazzato dalla mano armata della camorra.

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2008/09/21/nel-paese-dove-neri-chiedono-piu-stato.html

postato da: GuidoR alle ore 10:51 | link | commenti (5)
categorie: italia, napoli, radici, camorra, esistenze
martedì, 16 settembre 2008

Sunset Limited.

Un uomo (bianco) decide di farla finita.

Una mattina decide di buttarsi sotto un treno, il Sunset Limited, che collega New Orleans a Los Angeles.

Il suo estremo tentativo di essere autore della propria vita è fermato da un altro uomo (nero).

Cormac McCarthy racconta il dialogo che intercorre dopo quest'episodio a casa di nero, dove bianco viene ospitato.

Un dialogo crudo e schietto sulla vita, due modi di vedere diversi, due mondi distanti, entrati in contatto solo a causa di un fortuito episodio. La fede e l'ateismo, la speranza e la rassegnazione, la freddezza e il calore, il dogma e la libertà.

Domande esistenziali che trovano risposte che provano ad abbozzare una via d'uscita e che in qualche caso scalfiscono. 

Chiudo il libro, l'appoggio sul comodino, i miei occhi aperti si perdono nel vuoto.

(...)

Nero: mi sa che tu non vuoi essere felice

Bianco:Felice?

Nero: Si. Felice è una brutta parola?

Bianco: Dio santo

Nero: Che c’è? Ho toccato un tasto dolente?
Cos’hai contro la felicità?

Bianco: e’ contraria alla condizione umana.

Nero: Be’. E’ contraria alla tua condizione. Su questo devo darti ragione.”

(...)

oppure...

NERO: E in cosa credi?
BIANCO: In un sacco di cose.
[...]
NERO: Va bene, quali cose?
BIANCO: Probabilmente non credo più in una serie di cose in cui credevo una volta, ma questo non significa che non creda più in niente.
NERO: Be’, fammi un esempio.
BIANCO: Più che altro, credo nel valore delle cose.
NERO: Nel valore delle cose.
BIANCO: Sì.
NERO: Ok. Di quali cose?
BIANCO: Di un sacco di cose. Le cose culturali, per esempio. I libri, la musica, l’arte. Cose di questo genere.
NERO: Va bene.
BIANCO: Queste sono le cose che per me hanno un valore. Sono la base della civiltà. O quantomeno, un tempo avevano valore. Probabilmente oggi non ne hanno più così tanto.
NERO: E cosa gli è successo, a quelle cose?
BIANCO: La gente ha smesso di dar loro valore. Io ho smesso di dar loro valore. Entro un certo limite. Non saprei neanche piegarle bene perché. Quel mondo è in gran parte scomparso. E fra poco lo sarà del tutto.
NERO: Non so se riesco a seguirti, professore.
BIANCO: Non c’è niente da seguire. Va bene così. Le cose che amavo un tempo erano molto fragili. Molto delicate. Ma io non lo sapevo. Pensavo che fossere indistruttibili. E mi sbagliavo.
[...]

postato da: GuidoR alle ore 18:46 | link | commenti (12)
categorie: libri, esistenze
giovedì, 11 settembre 2008

Un'altra metro.

Le cuffie bianche nelle orecchie e la testa bassa.
Una donna spinge un passeggino con un bambino di un'altra razza, un vecchio legge un fumetto, una ragazza si difende con lo sgurado dagli sguardi.
Un uomo con la cravatta cerca di recitare il suo ruolo.
Ricattati dal tempo e dai minuti che contano più del danaro, chiusi ognuno nel proprio mondo. 
Mai vicinanza fu più lontana, storie, anime e pensieri divisi, in una qualsiasi metropolitana.

... But when I look into your eyes, we stand worlds apart

Bruce Springsteen, Worlds Apart

postato da: GuidoR alle ore 09:33 | link | commenti (5)
categorie: musica, italia, esistenze, bruuuuce
lunedì, 08 settembre 2008

Il mondo è dietro l'angolo.

Ho comprato una valigia per mettere un libro dentro.

Ho comprato una valigia perchè ho amici lontani da guardare negli occhi.

Ho comprato una valigia perchè viaggiare insieme è come condividere il cammino di una vita.

Ho comprato una valigia perchè riempirla mi fa sentire vivo.

Ho comprato una valigia perchè il mondo è dietro l'angolo.

postato da: GuidoR alle ore 10:33 | link | commenti (4)
categorie: poesia, amici, esistenze
mercoledì, 03 settembre 2008

Il pallone di cuoio era un sogno.

Super Santos

Facevamo la colletta fuori dalla scuola per comprarne uno. Con cento o duecento lire a testa si faceva presto a raggiungere le milleottocentolire di felicità.

Ne abbiamo visti morire migliaia, travolti da un auto, perduti su un balcone chiuso, in un campo irragiungibile, dietro un filo spinato, in mano ad un vicino intollerante.

Lo preferivamo al Super Tele, troppo leggero e da bambini. Ci accontentavamo anche se sapevamo che il Tango ci avrebbe fatto sentire più forti. Giocavamo pensando ad un pallone di cuoio, pensando ad un'altra partita.

Era al centro del mondo quando la domenica mattina c'era la sfida tra due palazzi dirimpettai, e duecentolire di scommessa. Era ricercato nell'ora di educazione fisica, che ci deve essere qualche classe che oggi l'ha portato. Era al centro del mondo tutte le volte che non si entrava a scuola o che si andava a fare qualche gita, fosse pure una visita ad un museo.

Il nome era scritto sopra con un pennarello nero, per distinguerlo da quello dell'altra classe o del compagno.

Non un segno di appartenenza, ma un gesto d'affetto.

Ieri sera, tornando a casa, fuori al sagrato del Duomo c'erano decine di ragazzi che giocavano a pallone, magliette e calzoncini d'ordinanza, agonismo da derby.

Ho visto un pallone di cuoio rotolare, con lui il segno dei tempi.

http://it.wikipedia.org/wiki/Super_Santos

http://it.wikipedia.org/wiki/Super_Tele

postato da: GuidoR alle ore 09:49 | link | commenti (8)
categorie: amici, napoli, radici, esistenze
martedì, 02 settembre 2008

Profeta Contemporaneo.

Una strada c'è nella vita. La cosa buffa è che te ne accorgi solo quando è finita. Ti volti indietro e dici "oh, guarda, c'è un filo". Quando vivi non lo vedi il filo, eppure c'è. Perché tutte le decisioni che prendi, tutte le scelte che fai sono determinate, si crede, dal libero arbitrio, ma anche questa è una balla. Sono determinate da qualcosa dentro di te che è innanzitutto il tuo istinto, e poi da qualcosa che gli indiani chiamano il karma accumulato fino ad allora.

La fine è il mio inizio, Tiziano Terzani.

Vivo ora, qui, con la sensazione che l'universo è straordinario, che niente ci succede per caso e che la vita è una continua scoperta. E io sono particolarmente fortunato perché, ora più che mai, ogni giorno è davvero un altro giro di giostra.

Un altro giro di giostra, Tiziano Terzani.

postato da: GuidoR alle ore 17:06 | link | commenti (3)
categorie: libri, esistenze