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Pensieri sparsi in ordine sparso.

Chi sono

Utente: GuidoR
Nome: Guido
Partito da Napoli circa dieci anni fa e non ancora arrivato. Sono curioso, mi piace conoscere quello che è intorno a me. Mi piace la musica, interminabile colonna sonora della mia vita, mi piace leggere, per andare lontano con la mente, mi piace scrivere, per poter dire di esserci stato. Ho 33 anni e voglio ancora imparare.

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giovedì, 27 marzo 2008

Ancora lui.

Ancora lui, il freddo, ancora lui Peppe Lanzetta a sbatterti in faccia parole che lasciano il segno.

'Passerà' e lo speri, 'passerà' e inizi ad ascoltare quella musica, 'il sole ritornerà' e provi a credergli.

E intanto aspetto la primavera.

__________________________________________________

Ma poi il grande freddo passerà e la gente tornerà a ridere.
Perchè di questo c'è bisogno.
Dell'allegria, dell'orchestra di Morricone che ci esegua il tema di "C'era una volta in America", del Samba di un Brasile lontano ma posizionato dietro l'angolo, magari tra Caivano e Casoria, un sassofono che esca dai cumuli di spazzatura e accennando un assolo di Charlie Parker riporti la gente di nuovo a volare, ad alzarsi un pò da terra, per andare in un blu dipinto di blu che spenga per un pò le miserie che ci attanagliano e i volti ombrosi di chi non ce la fa.
Perchè il grande freddo se ne andrà e il sole dentro ritornerà.

Per tutti quelli che pensano troppo al futuro, per tutti quelli stonati da tam tam televisivi, per tutti quelli che hanno dimenticato come si fa l'amore.

Come se Ella Fitzgerald abbracciasse Mahalia Jackson che abbracciasse a sua volta John Lennon che abbracciasse Lou Reed che abbracciasse l'inquilino del palazzo di Piazza Dante che abbracciasse un reduce della guerra in Iraq che abbracciasse un soldato partito per la missione in Libano che abbracciasse mio nipote perso nella nebbia e nel gelo di Bologna.
Perchè è di un grande abbraccio che la gente ha bisogno, un abbraccio vero.
Senza paura di chiederlo, senza paura di darlo.

Peppe Lanzetta

"La Repubblica"

postato da: GuidoR alle ore 10:05 | link | commenti (7)
categorie: musica, libri, amici, napoli, blues, esistenze
martedì, 18 marzo 2008

Un uomo come tanti, forse un uomo.

Mind the Gap.jpg

Sono così, uno dei tanti, di quelli che hai già incontrato e già conosciuto.

Uno che ha più di trent’anni come tutti i trentenni. Uno figlio della sua generazione, del suo passato, delle sue esperienze solari o dolorose, della sua terra, del suo tempo, figlio delle sue amicizie che sono lui stesso, figlio del percorso che la vita gli ha fatto fare.  

Uno con le sue incertezze e le sue insicurezze. Uno con le sue convinzioni, i suoi princìpi, le sue passioni. Uno con le sue paure, la sua testardaggine, la voglia di darsi e la paura di ricevere troppo. Uno al quale la vita ha tolto, uno al quale la vita ha dato tanto, lacrime che ancora scorrono e sorrisi. Uno che ha vissuto tanto ed intensamente quando ne ha avuto l’occasione, quando si è visto spinto ed ha accettato la sfida.

Uno che ha voglia di vivere e di essere sincero, con se stesso innanzitutto che è ciò che più gli importa, uno che ha ancora voglia di guardare avanti, di alzare lo sguardo verso il domani, di non accontentarsi di quello che ti offre l’oggi, che vuole ancora trovare la forza di cercare quello che non ti ha ancora offerto il futuro. Sono uno che ha sofferto e soffre e che si è stancato di far soffrire.

Sono un finto orgoglioso, un uomo mediocre, come tanti, uno di quelli che sta in mezzo sperando di passare inosservato, uno di quelli che si è sentito dire mille e mille volte ‘siete tutti uguali’, che oramai non brucia più.

Sono così, come tutti gli altri uomini della stessa età, un non più o quasi ragazzo, un uomo, forse uomo se riesce davvero a dimostrare di esserlo.

Sono uno come tanti.

postato da: GuidoR alle ore 10:54 | link | commenti (12)
categorie: deliri, radici, esistenze
martedì, 11 marzo 2008

Anna Maria Ortese.

Marco Natale

"Scrivere è cercare la calma, e qualche volta trovarla.

È tornare a casa.

Lo stesso che leggere. Chi scrive e legge realmente, cioè solo per sé, rientra a casa; sta bene.

Chi non scrive o non legge mai, o solo su comando – per ragioni pratiche – è sempre fuori casa, anche se ne ha molte.

È un povero, e rende la vita più povera".

 

http:corrieredelmezzogiorno.corriere.it/campania/arte_e_cultura/arte_e_cultura.shtml

http://it.wikipedia.org/wiki/Anna_Maria_Ortese

La foto in alto è di Marco Natale ed è il mio nuovo sfondo del desktop.

postato da: GuidoR alle ore 18:48 | link | commenti (27)
categorie: libri, napoli, radici, esistenze
lunedì, 03 marzo 2008

Due Soli.

"Come un segreto

che sposta più in là

ti sto cercando

Ho una cometa che mi porterà

dentro nel tempo

al centro del tempo"

Due Soli, Radiodervish, Lingua contro Lingua.

postato da: GuidoR alle ore 09:17 | link | commenti (34)
categorie: musica, esistenze