ViaggiDellaMente

Pensieri sparsi in ordine sparso.

Chi sono

Utente: GuidoR
Nome: Guido
Partito da Napoli circa dieci anni fa e non ancora arrivato. Sono curioso, mi piace conoscere quello che è intorno a me. Mi piace la musica, interminabile colonna sonora della mia vita, mi piace leggere, per andare lontano con la mente, mi piace scrivere, per poter dire di esserci stato. Ho 33 anni e voglio ancora imparare.

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venerdì, 21 settembre 2007

Delicata Come Una Palla di Cannone

there’s still a little bit of your taste in my mouth
there’s still a little bit of you laced with my doubt
it’s still a little hard to say what's going on

there’s still a little bit of your ghost your weakness
there’s still a little bit of your face i haven't kissed
you step a little closer each day
that I can´t say what´s going on

stones taught me to fly
love, it taught me to lie
life, it taught me to die
so it's not hard to fall
when you float like a cannonball

there’s still a little bit of your song in my ear
there’s still a little bit of your words i long to hear
you step a little closer to me
so close that I can´t see what´s going on

stones taught me to fly
love, it taught me to lie
life, it taught me to die
so it's not hard to fall
when you float like a cannon..
stones taught me to fly
and love taught me to cry
so come on courage
teach me to be shy
cause it's not hard to fall
and i don't wanna scare her
it's not hard to fall
and i don't wanna lose
it's not hard to grow
when you know that you just don't know

Cannonball, Damien Rice

 

http://www.youtube.com/watch?v=JxAI6Yd6diI

http://www.youtube.com/watch?v=bsVIVqmTjYw

postato da: GuidoR alle ore 10:14 | link | commenti (2)
categorie:
martedì, 18 settembre 2007

Quelli che ...

Quelli che si comprano la Porche perché era un sogno che avevano da bambini,

quelli che hanno scritto a 23 anni 'Napule è',

quelli che corrono più veloce di me,

quelli che “hanno il fisico, ma non sono muscolosi”,

quelli che sono alti e hanno i capelli lunghi,

quelli che sanno sempre dire le parole giuste al momento giusto,

quelli che rubano le donne degli altri senza scrupoli,

quelli che hanno il ventre piatto,

quelli che non hanno problemi a prender sonno di notte,

quelli che “i soldi sono tutto”,

quelli che “la coerenza è una questione di opinione”,

quelli che sanno suonare la chitarra,

quelli che conquistano una donna leggendo una poesia,

quelli che sono belli e dannati,

quelli che “non sono proprio belli ma…fighi”

quelli che sanno far ridere una donna, che strapparle un sorriso vuol dire averla già conquistata,

quelli che sanno mentire,

quelli che sanno guardare fisso negli occhi, tanto le bugie le sanno nascondere,

quelli che "un sorriso non si nega a nessuno, ma aspetto che ti giri…",

quelli che i libri riescono a pubblicarli,

quelli che i libri riescono a venderli,

quelli che sono maturi,

quelli che sanno e si sentono sempre in diritto di giudicare,

quelli che non firmano i post,

quelli che commuoversi davanti ad un film è una cosa da donna,

quelli che "gli amici veri non esistono",

quelli che non piangono mai,

quelli che non si sono mai sentiti soli,

quelli che “adesso ti faccio vedere io come si fa”,

quelli che ascoltare gli altri è come perdere del tempo,

quelli che “’sto vecchio di mmerda!!!”,

quelli che “la mattina mi alzo quando mi pare”,

quelli che non hanno mai viaggiato di notte per terra davanti al cesso di un treno,

ecco, io tutti quelli li invidio!!!

postato da: GuidoR alle ore 18:38 | link | commenti (3)
categorie: musica, libri, deliri, napoli, esistenze
lunedì, 17 settembre 2007

Briglie di cavallo.

Ero a teatro una sera, secondo me almeno dieci anni fa, a vedere uno spettacolo di Alessandro Baricco (quello di Novecento e Oceano Mare, tra gli altri…) e Gabriele Vacis che raccontavano storie e leggevano pezzi di libri sui temi più disparati. Leggendo un pezzo di un libro di Cormac McCarthy (quello della trilogia del confine e di Non è un paese per vecchi, tra gli altri…) Baricco disse di essere sempre stato affascinato dalle storie del West, quelle dei cowboy e dei loro cavalli, quelli degli uomini che non hanno radici.

Lo affascinava il fatto che lì, nel west, quando sei in sella, è sufficiente dire al tuo cavallo di girare, di andare in un’altra direzione rispetto a quella che sta percorrendo ed hai la certezza che la tua vita cambiarà.

Sei tu e il niente, ed un cavallo che ti accompagna dove tu vuoi e che anche per questo diventa confidente ed amico. Tiri una briglia da un lato, forte, in modo che capisca ed il messaggio arrivi in modo chiaro. Lui muove uno zoccolo più in là, verso un lato, da una parte e continua a camminare, ignaro, in un'altra direzione. Lui non lo sa, ma la tua vita cambia. Cambia la città di destinazione, il volto della prima persona che incontrerai, forse la sua lingua ed il colore della sua pelle. Cambia il volto della donna che ti aspetta, e forse il nome che insieme vorrete dare ai figli.

E’ un’immagine che mi appartiene, che tante volte mi si è prefigurata nella testa. Non è importante se quel cavallo è, nella realtà della tua vita, un treno che hai perso, oppure un appuntamento mancato, una ragazza che non hai conosciuto abbastanza o semplicemente la voglia di andare. Quel maledetto terremoto che ti monta da dentro e che ti fa inseguire il tuo destino che tu immagini sia altrove, quell’infame tumulto che ti fa realizzare che dove sei non ci stai più bene e che è l’ora di partire e di andare, quell’assurda calma piatta che ti sfianca e sembra che ti sterilizzi e che ti pone mille domande e che una risposta non la dà nemmeno a pagarla oro.

Ma quello che non riesce mai è cambiare e basta. Andare e basta, partire e basta. Lasciarsi il mondo dietro e basta. Non esistono accette nella vita, non esiste un modo per recidere del tutto i legami che ti lasci indietro, le persone che hai conosciuto, quelle che ti hanno accolto, quelle che ti hanno segnato, fatto crescere. Amato. Cambiato. Quelle persone che rimangono e che un giorno partiranno anch’esse e andranno via.

Via, ma mai lontano davvero dal cuore.   

 

 

 

Figlio: Devo andarmene, devo andarmene da qui…

Mamma: se passi dal fruttivendolo prendi un po’ di insalata…

 

L’Odio, M. Kassotviz.

postato da: GuidoR alle ore 00:52 | link | commenti (17)
categorie: musica, radici, esistenze
lunedì, 10 settembre 2007

Here comes The Sun.

Quando meno te lo aspetti succede.

Quando stai guardando dall'altra parte, quando sei altrove con i pensieri e con la mente, quando il tuo cuore è oramai una porta socchiusa.

Ci sono cose e persone che sono come raggi, che trovano lo spiraglio per bucare l'indifferenza e la distrazione, che in quella porta socchiusa si infilano, spalancandola, trasmormandola in autostrada.

Con il sole torna il sorriso e un po' di serenità d'animo, mai troppo sopita.

Con il sole torna la voglia di andare e correre.

Con il sole, Here it comes.

http://www.youtube.com/watch?v=yGKPHFrHVVY

 

postato da: GuidoR alle ore 10:21 | link | commenti (11)
categorie: musica, esistenze
giovedì, 06 settembre 2007

Non chiamatemi crazy...

Io non sono mai cresciuto, sono coì. Il 10 Agosto l'orologio della vita segnava 34. Mai stato più falso! E' la voglia di fare, la voglia di dare, la voglia di sentire ancora che mi fa essere un 16enne dentro...

This is the closest thing to crazy I have ever been
Feeling twenty-two, acting seventeen,
This is the nearest thing to crazy I have ever known,
I was never crazy on my own…
And now I know that there's a link between the two,
Being close to craziness and being close to you.

http://it.youtube.com/watch?v=Zdk7Q2Usryw

 

postato da: GuidoR alle ore 09:49 | link | commenti (7)
categorie: musica, deliri, esistenze
lunedì, 03 settembre 2007

Impressioni di Settembre

E io mi sa che son o ancora lontano, che faccio ancora fatica, come una macchina che non riesce a ingranare e il motore gira a vuoto. Il mondo mi gira intorno, più veloce di me, troppi volti, non si fermano a guardarmi… sono in cerca di me stesso. Un giorno mi troverò.

 

 

Impressioni di settembre

Premiata Forneria Marconi (PFM)

Mogol - Pagani - Mussida

(1971)

Quante gocce di rugiada intorno a me
cerco il sole, ma non c'è.
Dorme ancora la campagna, forse no,
è sveglia, mi guarda, non so.
Già l'odor di terra, odor di grano
sale adagio verso me,
e la vita nel mio petto batte piano,
respiro la nebbia, penso a te.
Quanto verde tutto intorno, e ancor più in là
sembra quasi un mare d'erba,
e leggero il mio pensiero vola e va
ho quasi paura che si perda...
Un cavallo tende il collo verso il prato
resta fermo come me.
Faccio un passo, lui mi vede, è già fuggito
respiro la nebbia, penso a te.
No, cosa sono adesso non lo so,
sono un uomo, un uomo in cerca di se stesso.
No, cosa sono adesso non lo so,
sono solo, solo il suono del mio passo.
e intanto il sole tra la nebbia filtra già
il giorno come sempre sarà.

http://www.youtube.com/watch?v=DS76YKxiOKU&mode=related&search=

http://www.youtube.com/watch?v=KLbFOHjqoUY&mode=related&search=

http://www.youtube.com/watch?v=Wt7Bxi-KSjc&mode=related&search=

postato da: GuidoR alle ore 12:18 | link | commenti (3)
categorie: musica, deliri, fabrizio de andrè, esistenze