Mi piacciono queste atmosfere un po' dark, questa voce un po' roca che ce la fa appena a tirare fuori le parole.
E questa batteria che parte all'improvviso.
Mi piace questa moderata orecchiabilità. Si chiamano 'The Notwist', sono un gruppo tedesco, e sono una vera rivelazione. Sono anche nella colonna sonora dell'ultimo eccezionale film di Paolo Sorrentino 'L'amico di famiglia'.
Mi piace scoprire cose nuove.
Anche per questo mi piace la vita.
One with the Freaks
You'll no longer be kissed and kind
as you long for intuition
as you have to learn the lesson twice
You'll no longer be kissed and kind
as you long for intuition
as you have to say the password twice
have you ever?
have you ever been all messed up?
have you ever?
Have you ever?
Have you ever been all messed up?
Have You ever?
You're the pincard
You're the lifeguard
You're the information guide
Things look much bigger on your knees
on your knees
Miss the signal
Miss the signpost
Miss the exits to it all
And all of a sudden
you were one with the freaks
(X4)
Have you ever?
Have you ever been all messed up?
Have You ever?
http://www.youtube.com/watch?v=1SZ159uPvnc
http://de.wikipedia.org/wiki/The_Notwist
http://www.allthelyrics.com/lyrics/the_notwist/
Va bè, visto che siamo in tema di poesie, eccone una che considero una delle più belle che io conosca, scritta da uno scrittore che amo.
Racchiude l'essenza della vita, quello che dovrebbe essere, quella che io vorrei che sia.
http://www.youtube.com/watch?v=03k9su2y58E
Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca.
Considero valore il regno minerale, l'assemblea delle stelle.
Considero valore il vino finche' dura il pasto, un sorriso involontario, la stanchezza di chi non si e' risparmiato, due vecchi che si amano.
Considero valore quello che domani non varra' piu' niente e quello che oggi vale ancora poco.
Considero valore tutte le ferite.
Considero valore risparmiare acqua, riparare un paio di scarpe, tacere in tempo, accorrere a un grido, chiedere permesso prima di sedersi, provare gratitudine senza ricordare di che.
Considero valore sapere in una stanza dov'e' il nord, qual'e' il nome del vento che sta asciugando il bucato.
Considero valore il viaggio del vagabondo, la clausura della monaca, la pazienza del condannato, qualunque colpa sia.
Considero valore l'uso del verbo amare e l'ipotesi che esista un creatore.
Molti di questi valori non ho conosciuto.
Uno pensa che sull'amore sia stato detto tutto, che siano stati spesi milioni e milioni di fiumi di parole ed abbiano trattato tutto il trattabile. E' vero secondo me. I turbamenti, la passione, i tradimenti la felicità, ognuno li vive a modo suo, ma alla fine sono tutti figli della stessa sensazione.
Ma il modo di dire le cose può cambiare, e anche molto, a mio avviso. a volte una cosa banale, detta nel modo giusto, detta con gli occhi che riescono a parlare, può diventare magia e poesia allo stato puro.
Shakespeare ce l'ha insegnato raccontandoci quella che è la storia delle storie, l'emblema della passione in amore, l'emblema del legame che non si spezza nemmeno con la morte.
E i Radiohead hanno scritto una canzone, sensibile e toccante che ci fa capire quanto ciascuno possa fare propri dei sentimeti universali ed esprimerli in maniera unica.
Exit Music (For a film)
Radiohead (OK Computer)
Wake, from your sleep
The drying of your tears
Today, we escape
We escape
Pack, and get dressed
Before your father hears us
Before, all hell
Breaks loose
Breathe, keep breathing
Don't lose, your nerve
Breathe, keep breathing
I can't do this, alone
Sing, us a song
A song to keep us warm
There's such a chill
Such a chill
You can laugh
A spineless laugh
We hope your rules and wisdom choke you
Now we are one
In everlasting peace
We hope that you choke, that you choke [x3]
Un giorno posterò qualcosa sulle lacrime ed in particolare sull’arte di commuoversi. Credo che ci sia un gene che determina quali sono le persone che vi sono maggiormente portate. E non importa se sono maschi o femmine, giovani o anziani. C’è chi è più portato e chi no. Ma questo è l’oggetto di un altro post, non questo.
Ieri sera pensavo alle mie nipoti, 4 anni, gemelle. E da loro la mia mente, come al solito, ha iniziato a viaggiare. Ma poi nemmeno tanto. L’unica cosa che ho fatto è che ho iniziato a pensare ai bambini. E al fatto che starei ore a guardarne uno, ore ad ammirare la loro delicatezza, i loro sorrisi e la dolcezza che, in mille modi diversi, riescono ad esprimere. La loro forza è che riescono sempre ad incidere, positivamente, sul mio umore. Mi fanno sorridere, mi fanno ridere, mi fanno addolcire. E poi sono in grado di mettermi sempre in uno stato di totale serenità, tranquillità d’animo, pace. Basta uno sguardo, basta incontrarli per caso sotto casa con una mamma e guardandoli scorgi quella carezza che fa breccia, quell’espressione che ti stupisce, quella parola fuori luogo che ti fa spaccare dalle risate.
E poi a volte mi fanno commuovere. Non so cos’è che scatta, non so se è quel gene che risuscita, non so esattamente. So solo che quando meno te l’aspetti, sono in grado di spiazzarti. Tu rimani basito, in mezzo ad un abbraccio o ad un bacio e loro ti toccano il cuore.
Con un nulla. La loro delicatezza diventa delicatamente forza.