ViaggiDellaMente

Pensieri sparsi in ordine sparso.

Chi sono

Utente: GuidoR
Nome: Guido
Partito da Napoli circa dieci anni fa e non ancora arrivato. Sono curioso, mi piace conoscere quello che è intorno a me. Mi piace la musica, interminabile colonna sonora della mia vita, mi piace leggere, per andare lontano con la mente, mi piace scrivere, per poter dire di esserci stato. Ho 33 anni e voglio ancora imparare.

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martedì, 31 ottobre 2006

D.RaD, un amico.

Grande Dubmaster, RIP.

Tre anni sono pochi, tu sei ancora qui.

D.Rad

 

(31 10 2004)

postato da: GuidoR alle ore 09:43 | link | commenti
categorie: musica, amici, esistenze, almamegretta, roots, drad
martedì, 24 ottobre 2006

Libertà e Schiavitù

Sei libero

davanti al sole del giorno,

sei libero

davanti alle stelle della notte;

e sei libero

quando non c’è sole

né luna

né stelle.

 

Sei libero

persino  quando chiudi gli occhi

su tutte le cose.

 

Ma sei schiavo della persona che ami,

perché l’ami,

e sei schiavo della persona che ti ama,

perché ti ama.

Da “ Le parole non dette “ di Kahlil Gibran

 

Il fatto è che se uno è libero, riesce a godersi la libertà fino ad un certo punto...se invece è schiavo sogna, ogni tanto, la libertà.

 

postato da: GuidoR alle ore 16:22 | link | commenti (15)
categorie:
martedì, 17 ottobre 2006

Per Roberto Saviano

Quando vivi lontano da casa, cerchi di mantenere salde le tue radici, la tua identità con espedienti strani.

Inizi ad ascoltare la musica di gruppi emergenti, rappresentanti privilegiati della città dove sei nato, inizi a studiarne la storia, continui a seguirne la cronaca. E poi inizi a leggere di Napoli. Di tutto. Ricerchi chi ha scritto poesie oramai due secoli fa, ricerchi chi scrive oggi per la prima volta il suo libro d’esordio. E allora dopo Da Silva, Parrella, Montesano, De Luca, Piccolo, Pascale, ti imbatti per puro caso in  un libro che parla di Camorra.

Leggi un trafiletto a Giugno su un settimanale che ogni tanto compri, vai in libreria, lo cerchi, chiedi all’addetto, vai nell’altro reparto, lo cerchi ancora, chiedi alla nuova addetta, aspetti che controlla sul terminale, aspetti che torna dallo scaffale in fondo, vai alla cassa, paghi e in tre minuti sei a casa sul divano che leggi la prima pagina. E quando inizi, non vedi l’ora di arrivare all’ultima pagina.

Gomorra è come un viaggio. Tu sai che stai andando in un posto lontano, conosci a grandi linee il tema, come la città che andrai a visitare, ma non i dettagli. Ti fai un programma nella tua mente, un itinerario. La curiosità si mischia ad una tua prefigurazione mentale. Poi inizi a visitare la città e capisci che è diversa, giri un angolo e scopri cose che non ti aspetti. Leggi della sua storia e capisci dove sono le sue radici.

Gomorra è così, ti aspetti il solito libro sulla camorra e invece scopri cose nuove. Incontri Napoli, incontri i giovani, incontri i disperati, incontri gli emarginati, incontri i tossici, incontri gli arroganti, i criminali, gli affaristi, gli usurai. I loro volti, i loro pensieri, le loro speranze infrante, i loro ripudi. Gomorra parla di persone, vittime e carnefici, racconta nel dettaglio la loro storia che si intreccia in qualche modo con quella della più grande organizzazione criminale della terra. E scopri che non è solo criminale, la camorra, ma che è un’enorme sistema economico, che ha già conquistato il mondo. Affari cammoristici sono da anni in Cina, in Russia, in tutti i paesi dell’ex Europa dell’Est, in Sud America e ovviamente negli Stati Uniti. Scopri che tutto, è sotto il controllo della camorra a Napoli così come in Italia: dall’abbigliamento all’alimentare, dall’edilizia allo smaltimento dei rifiuti tossici, dal traffico di armi alla prostituzione.

E poi c’è la droga, che fa di Scampia, quartiere a Nord di Napoli, la più grande piazza di traffico di droga d’Europa e tra le prime del mondo. Da qui passa la droga che annienterà il cervello dei ragazzi del nord europa, di qui passa la droga che annienterà le vene degli adolescenti dei sobborghi di Chicago. Scampia centro del mondo.

E poi incontri lo scrittore Roberto Saviano, e con lui il giornalista, il documentarista, il vespista, il ragazzo Roberto Saviano che con passione, tenacia, scrupolo racconta i dettagli di questa storia che condiziona le nostre storie. Il linguaggio è familiare, la costruzione del racconto intrigante. Non racconta cose nuove, Roberto. Racconta fatti, fatti documentati e custoditi nei faldoni dei tribunali di mezza Italia, fatti documentati e provati, fatti compiuti da persone con un nome e un cognome e che per quei fatti sono stati giudicati e, quasi sempre, condannati. E la cosa interessante sta in questo: che questi fatti sono finalmente raccontati, come un’unica grande storia, come un unico grande racconto. Per anni sopiti e nascosti, quasi a marcire, in attesa di un ragazzo come tanti che però a differenza di tanti ha trovato la forza dentro di sé per raccontarli.

“Un fissato strabico”, ha detto di lui chi la camorra e le ingiustizie dovrebbe combatterle tutti i giorni e invece non lo fa (perchè il sindaco iervolino non sta facendo nulla, nulla!). Invece di solidarietà e plausi, Saviano si trova addosso indifferenza e addirittura contrasti da chi dovrebbe difenderlo. E dovrebbe farlo in nome di una città che ha oramai intrapreso un pericoloso percorso di degrado ma che preserva ancora forte un’enorme voglia di riscatto.

Napoli non ha bisogno di nascondersi, Napoli può essere raccontata anche nei suoi lati oscuri che forse possono aiutarla a migliorarla.

Meglio un fissato strabico, ma cento volte, che un sindaco miope.

 

 

Gomorra. Viaggio nell'impero economico e nel sogno di dominio della camorra

Gomorra, Roberto Saviano, Mondadori 2006

http://www.sosteniamosaviano.net/

 

A Roberto:

Bridge Over Trouble Water

When you’re weary, feeling small,
When tears are in your eyes, I will dry them all;
I’m on your side. When times get rough
And friends just can’t be found,
Like a bridge over troubled water
I will lay me down.
Like a bridge over troubled water
I will lay me down.

When you’re down and out,
When you’re on the street,
When evening falls so hard
I will comfort you.
I’ll take your part.
When darkness comes
And pain is all around,
Like a bridge over troubled water 
I will lay me down.
Like a bridge over troubled water
I will lay me down.

Sail on silvergirl,
Sail on by.
Your time has come to shine.
All your dreams are on their way.
See how they shine
If you need a friend
I’m sailing right behind.

Like a bridge over troubled water
I will ease your mind.
Like a bridge over troubled water
I will ease your mind.

© 1969 Paul Simon

postato da: GuidoR alle ore 09:38 | link | commenti (3)
categorie: libri, amici, napoli, radici
lunedì, 09 ottobre 2006

On tour

Le passioni rendono vivi.

Le passioni ti fanno capire qual è il senso dell’esistenza che stai vivendo.

Le passioni fanno fare follie. Follie a volte incomprensibili, a te ma soprattutto agli altri. Perché tu lo sai che lo fai per passione, tu in fondo sai che ne vale la pena.

Gli altri no, guardano dall’esterno, ignorano cos’hai dentro, ignorano quello che davvero stai provando.

E’ così per la musica di Springsteen. Qualcuno ha detto “c’è chi l’adora e chi non l’ha mai visto dal vivo”.

E’ vero. Molti non lo conoscono o almeno solo superficialmente, la prima canzone che ti nominano è Born in the USA. Senza sapere che quella è la canzone più strumentalizzata (anche politicamente) della storia della musica ma che soprattutto non rappresenta la musica e la poetica di Bruce.

Springsteen è altro ed è soprattutto una furia. Ogni suo concerto è una sorpresa, ogni suo concerto è un volersi dare al pubblico. Ogni suo concerto è un dialogo continuo di cori e urla con chi lo sta ad ascoltare. Ogni suo concerto è una festa. Ogni suo concerto è un’altra occasione per parlare degli ultimi, di quelli che una seconda opportunità non l’hanno mai avuta e adesso è troppo tardi per dargliela. Ogni suo concerto è un momento unico e irripetibile, perché non ci sarà mai un concerto uguale all’altro nella scaletta, nella succesione dei brani, nell’arrangiamento delle canzoni. Ci saranno solo tanti e tanti altri concerti uguali per passione. Uguali per sudore, uguali per stanchezza.

Ed è per questo che chi lo ama agli altri non sembra normale. Ti chiedono: “ma come vedi 5 concerti dello stesso tour? Tutti uguali?”, quasi come se fossi un extraterrestre, lasciando intendere che alla fine dentro di te qualcosa non deve essere esattamente a posto, nel tuo cervello. Tu sai che in realtà non hanno tutti i torti, ma sai anche che quello che ti aspetta ogni volta. Quel ritrovarsi con gli amici, quella magica attesa, quei tre secondi all’inizio di ogni canzone che ti fa chiedere qual è la prossima chicca che tirerà fuori è impagabile e vale la pena di essere vissuto il maggior numero di volte possibile.

Lui parte in tour e quando lo fa non è mai da solo. Chi lo ama parte in tour, quando può, con lui.

E allora programmi: Bologna il 1°, Verona (Arena) il 5, Sabato 7 a Perugia e ieri, 8 a Caserta.

In particolare lo scorso un gran bel we, con la notte tra sabato e domenica passata a dormire in macchina e la notte tra domenica e lunedì in treno.

“E oggi non sei distrutto?”.

No, come dice un mio amico mi sento come le atlete del nuoto sincronizzato che sorridono sempre ma in realtà sotto stanno facendo una gran fatica.

No, sono stanco, ma contento.

No, ho un’adrenalina dentro che mi fa sentire vivo, ho una voglia matta di urlare e rivederlo ancora.

Per fortuna che domani è a Roma e ci darà modo di salutarlo, così, fino al prossimo tour.

E per fortuna che ci sono le passioni.

postato da: GuidoR alle ore 20:17 | link | commenti (5)
categorie: musica, amici, bruuuuce
lunedì, 02 ottobre 2006

Ad amici lontani

E ad un certo punto la portiera si chiude.

La macchina rende ovattati i rumori che la strada emana dall’esterno. Sembra di essere in una specie di limbo, un pesce in un acquario.

L’assenza di rumore mi fa sentire ancora più solo.

 

Guardo il volante senza vederlo, i miei pensieri sono altrove.

Sono su un treno che sta partendo, sono su un week-end che se ne sta andando. Un week end di verità, amicizia, casa piena, risa, pacche sulle spalle, malinconia, ricordi, ancora verità.

Un week end passato ad ascoltare, un week end passato a raccontare, un week end passato a sognare. Un week end di mille discorsi fatti di notte in un’auto ferma o in una strada vuota.

Un week end di promesse e di futuro ancora troppo lontano.

Un week end volato via, un week end morto lentamente mentre una settimana nuova, di solitudine, nasce già.

Un week end che tornerà, uguale e diverso tornerà.

Alzo la testa.

Metto in moto e vado.

D: scusa, ma cosa fai con il giornale sotto il braccio alle 4 di notte?

R: passeggio.

postato da: GuidoR alle ore 12:32 | link | commenti (12)
categorie: amici, radici, esistenze